Scrivete, dialogate o lasciate un semplice pensiero. Sia che abbiate visitato l’asilo personalmente, sia che ci sia conosciuti ad un evento, l’importante è lasciare una traccia, un’impronta, insomma…. qualcosa di vostro.




Scrivete, dialogate o lasciate un semplice pensiero. Sia che abbiate visitato l’asilo personalmente, sia che ci sia conosciuti ad un evento, l’importante è lasciare una traccia, un’impronta, insomma…. qualcosa di vostro.
Sono presenti 14 commenti
massimo carsano
16 febbraio 2012 - 22:08grazie Fanny per avermi fatto conoscere da vicino chi sa dare e al contempo motivare una persona ad essere piu’ umile con se stesso e non voltare le spalle a gran parte del mondo che è meno fortunato di me.gli occhi di questi bimbi non possono lasciare indifferenti anche se nel nostro mondo non sembra esserci posto per la solidarieta’,e come ti ho già detto oggi vorrei fare di piu’ per loro, e sentendoci prossimamente ti faro’ sapere la mia disponibilità incondizionata per aiuti materiali e se vorrete di tipo medico professionali da programmare nei periodi dell’anno. grazie e a presto (L’UOMO DELL’AUTOCLAVE)
Cristina Barbieri
26 gennaio 2012 - 13:10Sono appena tornata da Watamu.
Un giorno passeggiando sulla spiaggia davanti al villaggio dove soggiornavo ho avuto il piacere di conoscere i bambini.I loro occhi mi hanno incantato!!!!Forse è stata la mancanza di mio figlio….appena perso in un incidente stradale,ma quei bambini mi hanno fatto riscoprire che ho tanto amore da dare ancora!!
Grazie davvero di cuore….
Cristina
mynameishelp
14 dicembre 2011 - 10:38Messaggio per Eleonora:
Ciao Eleonora e grazie per il tuo contributo! per qualsiasi iniziativa, ti preghiamo di metterti direttamente in contatto con noi a info@mynameishelp.org
ELEONORA
22 agosto 2011 - 13:29Ciao ragazzi,
ho visitato l’orfanotrofio un paio di settimane fa, durante la mia vacanza in Kenya, con il mio ragazzo avevamo organizzato una borsa bella piena di vestiti e li abbiamo portati ai bambini, forse alcune taglie un po grandi ma sicuramente di aiuto……
e di aiuto ne volevamo dare ancora, in maniera meno dispendiosa ma comunque efficace, insomma volevamo organizzare una raccolta vestiti e giocattoli da mandare giu….potete darmi qualche consiglio?
grazie
eleonora
Marco
28 giugno 2011 - 15:16Complimenti! Gran bel sito! Sia per i contenuti che per la grafica!
Stefano
30 dicembre 2010 - 06:34Che sia sempre Natale allora, che siano tutti i giorni momenti di rinascita. Utopia ? No, consapevolezza di aver compreso la fortuna di nascere in una famiglia, in un posto nel mondo che ci ha reso la vita fortunata, indipendentemente dal nostro volere. Non decidiamo noi in quale posto del mondo nascere..
E allora diamoci da fare. Grazie Giuseppe.
Giuseppe
25 dicembre 2010 - 19:40il giorno di Natale come oggi è il giorno della natività, della nascita e dell’affermazione terrena.
Rinascere ogni anno è anche partecipare, ringraziare ed aiutare chi pur essendo fisicamente nato, non ha ancora trovato la sua, seppur minima, affermazione terrena.
E’ una questione di dignità.
Firmo questo guestbook nella speranza della rinascita.
Stefano
24 dicembre 2010 - 07:26Terzani lo considero da sempre uno scrittore che, leggendolo, ti lascia un senso di compiuto. Avrei voluto conoscerlo, berci una birra sul terrazzo di un bar in qualche posto nel mondo…
Marta Varese
14 dicembre 2010 - 15:30parlo col cuore citando queste parole di Terzani che ogni qualvolta che mi capita di essere triste o persa tra i miei pensieri mi danno la forza di stare bene e di pensare che uscendo dagli schemi e dalla visione di una Vita dove ognuno di noi vuole sempre di più, cè un mondo vero dove molta gente non ha nulla ma nello stesso tempo ha la cosa più importante l’umiltà e il sorriso per ammetterlo ed essere ugualmente felice.
La storia di questo viaggio non è la riprova che non c’è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla. Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito a tantissimo. E’ così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita. E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale. L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.
Io provo.
Lucio
14 dicembre 2010 - 08:43Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.
morgana
13 dicembre 2010 - 11:49io invece che leggo terzani e dalle sue parole spesso traggo l’energia che a volte oggi serve per affrontare la quotidianità amo ricordare un passaggio di una delle sue “lettere”:
“Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non furbi.
Riprendiamo certe tradizioni di correttezza, reimpossessiamoci della lingua, in cui la parola “dio” è oggi diventata una sorta di oscenità, e torniamo a dire “fare l’amore” e non “fare sesso”. Alla lunga anche questo fa una grossa differenza.
È il momento di uscire allo scoperto, è il momento di impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.
Soprattutto dobbiamo fermarci, prenderci tempo per riflettere, per stare in silenzio. Spesso ci sentiamo angosciati dalla vita che facciamo, come l’uomo che scappa impaurito dalla sua ombra e dal rimbombare dei suoi passi. Più corre, più vede la sua ombra stargli dietro; più corre, più il rumore dei suoi passi si fa forte e lo turba, finchè non si ferma e si siede all’ombra di un albero.
Facciamo lo stesso.
Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti assieme. Questa è una buona occasione.
Il cammino è lungo e spesso ancora tutto da inventare. Ma preferiamo quello dell’abbrutimento che ci sta dinanzi? O quello, più breve , della nostra estinzione?
Allora: Buon Viaggio! Sia fuori che dentro.”
grazie a MyNameIsHelp per aver intrapreso questo bellissimo viaggio d’amore e speranza ma soprattutto per averlo voluto tenacemente condividere con tutti noi.
Maura
10 dicembre 2010 - 20:05…definirei “My Name Is Help” come il paradiso di cui parla Gandhi.
“Inferno e Paradiso” (Mahatma Gandhi):
Un sant’uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: “Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l’Inferno”.
Dio condusse il sant’uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all’interno. C’era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant’uomo sentì l’acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall’aspetto livido e malato. Avevano tutti l’aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un pò, ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant’uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: “Hai appena visto l’Inferno”.
Dio e l’uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l’aprì. La scena che l’uomo vide era identica alla precedente. C’era la grande tavola rotonda e il recipiente che gli fece venire l’acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch’esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il sant’uomo disse a Dio: “Non capisco!”.
” E’ semplice,” – rispose Dio – “essi hanno imparato che il manico del cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sè stessi ma permette di nutrire il proprio vicino. Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri. Quelli dell’altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi … Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura … La differenza la portiamo dentro di noi”.
Olga
4 dicembre 2010 - 10:11La serata di ieri, 100 Pinocchi per l’Africa è stata fantastica! Ora sono qui con il mio Pinocchio, realizzato da Paky, che mi ricorda che anch’io, nel mio piccolo, ho saputo dare una mano ai 65 bambini dell’Asilo!
Vorrei partecipare più spesso a momenti magici come quello organizzato da voi!
Grazie!
Stefania
9 novembre 2010 - 21:09“La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai”.
Henry David Thoreau