Arriviamo i primi di gennaio, periodo caldo e di grande fermento presso la nostra scuola, poiché i bambini non orfani rientrano poco alla volta dalle vacanze trascorse presso le proprie famiglie.
Arriviamo all’alba del giorno di Pasqua, ben consapevoli sul da farsi: considerati i ritmi africani, una settimana non è molto, ma è più che sufficiente a dare nuovo impulso all’intera struttura. Con noi ci sono gli amici inglesi Gillie e Mark, da sempre sostenitori della Nursery e ora anche parte integrante della nostra struttura.
Arriviamo carichi di doni: i palloni gonfiabili offerti da Euronda S.p.a., le maglie regalate dagli amici Ksenia & Marco, le scarpine offerte da De Fonseca, e tantissima pasta colorata per giocare e creare tante forme!
Come se non bastasse, ci rechiamo alla libreria scolastica di Malindi dove acquistiamo libri e cancelleria.
E poi, i nuovi materassi, le seggioline per la baby class…
Torniamo nel nostro asilo, ovviamente carichi di emozione e voglia di fare e con qualcosa in più: Marta Mattarina, un’amica che soggiornerà per i prossimi tre mesi presso la nostra struttura, con l’obiettivo di arricchire nostro progetto e regalare affetto ai nostri bimbi!
Una grande emozione… Ritrovare i nostri 60 bambini ad accoglierci. Un anno è passato dall’inaugurazione ufficiale e la nostra visita era di primaria importanza. Il nostro scopo era verificare il buon andamento dell’organizzazione scolastica e, poiché in Africa i materiali deperiscono rapidamente, capire quali lavori di manutenzione fossero necessari.
Sono passati poco più di tre anni dall’inizio di quest’avventura… costruire un asilo in Africa… !! Ci siamo riusciti grazie alla perseveranza e alla sensibilità di tutti coloro che ci hanno aiutato, soprattutto con le donazioni ricevute lo scorso Natale. Abbiamo inaugurato le parti mancanti: il dormitorio, la cucina e il refettorio.
Al nostro arrivo, constatiamo con orgoglio lo stato di avanzamento dei lavori che abbiamo lasciato in sospeso lo scorso Gennaio. La struttura del dormitorio e della cucina sono ormai al tetto. Ci occupiamo quindi dell’impianto elettrico, dell’acquisto della cucina e del frigorifero; della sistemazione dei primi letti a castello e degli armadietti per ogni bambino.
Arriviamo poco dopo Natale, tutti senza bagagli… smarriti; ci verranno consegnati a distanza di qualche giorno. Poco male poichè il nostro arrivo significava continuare il lavoro iniziato un anno e mezzo prima! Entusiamo alle stelle e tanta motivazione, nonostante le notizie dell’inizio di una sommossa popolare, che significa anche rincaro dei prezzi dei materiali, l’arrivo a singhiozzo della benzina e un clima d’incertezza sul futuro del nostro Kenya.




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